Calendario 2024 “Smorfie e Sorrisi”

Smorfie e Sorrisi

Ho vissuto pochi contatti con bambini che non fossero i miei nipoti. Forse ho incontrato più bimbi nei miei viaggi che non in altre occasioni.

Compaiono sempre per primi, ogni volta che si arriva in un luogo nuovo. Sono curiosi, sorridenti, a volte un po’ impauriti, perché noi fotografi siamo strani, così carichi di macchinari misteriosi.
È facile trovarsene attorniati e non sapere come muoversi. Ma conquistare la loro fiducia non è così scontato. Cominciare a scherzare e a giocare è probabilmente il modo migliore per rompere il ghiaccio. Perché quindi non inventarsi smorfie strane e facce buffe per scatenare sorpresa e ilarità?

In fondo, è proprio vero il detto secondo il quale tutti i popoli sorridono nella stessa lingua.
Occhi brillanti e risate acute accompagnano lo svilupparsi diun contatto, di un legame bellissimo e spensierato. Sono la testimonianza del conoscersi con il cuore aperto e del desiderio di condividere questa esperienza.

Nel mondo meraviglioso dei bambini, gesti, sorrisi, lacrime e pensieri diventano poesia. C’è una dolcezza infinita nel loro modo di essere. Dovremmo imparare da loro a creare magia intorno a noi. E invece la realtà che abbiamo costruito e nella quale anche i più piccoli devono vivere è spesso ben lontana dall’essere magica.

È sorprendente che bambini che vivono situazioni problematiche e difficili, così diverse dalla nostra, riescano a trovare gioia e allegria anche in un breve contatto con la novità. Il ragazzino eritreo, ad esempio, abita nella tormentata città di Massawa, bombardata nelle guerre di indipendenza e ridotta quasi a città fantasma. I bambini che vivono nel Sud dell’Etiopia, da parte loro, si trovano a fronteggiare periodicamente siccità, alluvioni e carestie. Crescere nello stato indiano dell’Orissa significa invece trovarsi in una delle aree più povere dell’Asia. E infine i Saharawi vivono nel deserto algerino da quasi 50 anni come profughi, sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale.

Spero che questo calendario, nato come idea allegra edivertente, diventi spunto di riflessione. È dedicato non solo ai bimbi che sorridono in queste difficoltà, ma anche a tutti quelliche non riescono a farlo e a quelli che non possono farlo più.

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