Una visita al mercato del pesce di Yangon, in Birmania. Squame, sangue, acqua e terra si mischiano a sudore e fatica…

Da un piccolo lago vulcanico nel sud dell’Etiopia i Borana estraggono sale, affrontando dolore e fatica

Eritrea… Un paese senza speranza: la delusione degli anziani, la breve spensieratezza dei bambini e il vuoto dei giovani.

Un insegnamento inaspettato da una ragazzina bellissima. Una emozione indimenticabile.

L’incontro con i raccoglitori di sale in Dancalia. Gente fiera, che lavora in uno degli ambienti più inospitali della terra: raccolgono l’eredità di popoli antichi che scambiavano il sale a peso d’oro.

Nel mercato del bestiame di Keren, in Eritrea, tutto si svolge come secoli fa: il tempo sembra essersi fermato…

Non chiedete un caffè tradizionale in questa parte d’Africa se avete fretta. In Eritrea, come in Etiopia, il caffè ha il sapore del tempo impiegato a prepararlo: è un rituale che può durare più di mezz’ora, uguale dappertutto e da sempre.

Vivono nel sud dell’Etiopia e, a differenza delle popolazioni limitrofe, hanno una struttura sociale molto articolata. Gli insediamenti sono molto più di semplici villaggi di capanne: in ogni comunità vivono fino a nove clan. Il confronto con le etnie vicine ricorda quello che può essere stato in passato il passaggio da una società basata sulla caccia a una fondata sulla agricoltura, con la necessità di una maggiore aggregazione.

È il colore della terra, quello che colpisce di più in questo viaggio nella valle dell’Omo River. E’ un colore che permea tutto e che penetra nella vita di chi vive in questa regione. Ad ogni angolo una sfumatura rossastra ti sorprende. Dilavato dalle piogge o accentuato dagli ultimi raggi del tramonto, rimane una delle caratteristiche più affascinanti dei panorami di queste zone.

A Keren, in Eritrea, il mercato del lunedì riempie il greto di un fiume in secca. Con un accostamento stonato, donne coloratissime e uomini compassati vendono le loro merci.

Il suo nome evoca i ricordi dei libri di storia studiati a scuola: Massawa era il porto più importante delle colonie. Vederla così, addormentata, spezza in qualche modo una immagine. La città fantasma si risveglia solo di notte, destandosi dal caldo afoso.

Un rituale che a noi occidentali sembra terribile e privo di senso, crudele e inumano. Eppure, per le donne Hamer, in Etiopia, essere frustate dagli uomini durante i festeggiamenti che precedono la cerimonia del salto del toro è motivo di vanto. E’ un segno di attaccamento alla tribù e di affetto nei confronti di chi effettua il passaggio all’età adulta. Inoltre è testimonianza della capacità di sopportare il dolore. A noi non resta che guardare, ammirare la loro capacità di resistere alla sofferenza e cercare di comprenderne i motivi, senza giudicare.