16 aprile 2017

37

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Camminerebbe veloce, con la leggerezza dei suoi tredici anni e l’eleganza della sua figura slanciata, se non fosse per il fondo sconnesso delle strade di Addis Abeba, tanto difficile da affrontare con quelle ciabattine troppo larghe per lei.

Le caviglie sottili si piegano ad ogni passo: il tallone scivola in fuori ogni volta che il tacco tocca terra.

C’è qualcosa di tenero in quell’andatura un po’ dinoccolata: una vanità appena abbozzata, una femminilità che sta per sbocciare, una sorta di lotta per crescere.

La ragazza inciampa, quasi cade. Tutto il suo castello di fierezza si dissolve in un attimo. Si guarda intorno imbarazzata per controllare chi l’abbia vista e si accorge di me.

Le sorrido. Mi sorride a sua volta, abbassando gli occhi. Solleva le spalle e allarga le braccia. Una piccola pausa per ricomporsi e ricomincia a camminare, lieve e goffa allo stesso tempo, contro le sue scarpine numero trentasette.

© Enrico Madini 2017

 

 

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Join the conversation! 2 Comments

  1. Avatar di Sconosciuto

    Tenero.
    Ho trovato tenero questo racconto.
    E in generale, trovo delicate queste fotografie che vogliono rappresentare con rispetto un mondo così diverso da quello occidentale.
    Anch’io, quando viaggio, a volte mi perdo ad osservare persone interessanti, particolari, talvolta estreme. Raramente riesco a ritrarle. Non è facile.
    Quindi complimenti al fotografo

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