12 aprile 2015

I Konso

Per domare la natura ci vogliono ingegno e solidarietà.Lo sanno bene i laboriosi Konso, che con incredibili terrazzamenti hanno addomesticato le loro colline.

Con la stessa struttura a gradoni hanno progettato i loro villaggi-cittadella, per poi connettere come in un alveare le singole proprietà. All’interno delle mura concentriche costruite a secco, un dedalo di sentieri si apre su ampie piazze: le dominano imponenti i secolari “pali delle generazioni”, fasci di tronchi verticali a cui ogni diciotto anni viene aggiunto un elemento nuovo.

Si incontrano spesso basse capanne aperte dove si tengono cerimonie e dove gli anziani discutono le decisioni comuni.

Per questa società così unita la violenza non è accettabile: le armi sono bandite e chi uccide è allontanato dalla comunità.

Persino i morti continuano a unire le forze con gli abitanti del villaggio: i Waka, i totem sacri con le sembianze degli antenati, sorvegliano sempre l’attività dei vivi.

@ Enrico Madini 2013

Racconto pubblicato anche su Millebattute

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